12/04/17

Una foto e... #2



Stavolta sono stata puntuale (sarà mica perché ho programmato questo post in anticipo?) ed eccomi qui col secondo appuntamento dell’iniziativa “Una foto e…” di Ofelia De Ville.
Le regole le trovate sul suo blog, io dunque procedo.
Come sempre la foto proviene dal web mentre il testo sotto è stato inventato da me.

(Immagine dal web)

Parigi era lì, stesa ai suoi piedi, languida e sensuale come una bella donna quando giaceva fra le sue braccia.
Aveva visto quella città fiera e ferita nell'orgoglio quando aveva appena diciannove anni e poco conosceva del mondo.
I suoi occhi, scuri e fieri come quelli di un’aquila, avevano ammirato malinconici la città immaginando lo strazio e il sangue di cui presto si sarebbe sporcata suo malgrado.
Aveva pensato con una punta di amarezza che una città, anzi una nazione senza una vera guida, soprattutto senza un popolo che ami e creda ciecamente in quella guida, non sarebbe andata molto lontano.
Così era stato.
Ma lui, l’aquila corsa disprezzata dai giacobini e anche dai girondini, colui sul quale nessuno avrebbe scommesso neppure un centesimo, non aveva mollato la presa credendo che presto la Francia sarebbe risorta.
Che lui avrebbe fatto risorgere la Francia.
Tre lustri erano trascorsi da quel giorno ormai lontano e lui era di nuovo a Parigi, felice e incredulo come il bambino che era stato nei giorni dorati della sua giovinezza.
-Parigi, sono qui.- sussurrò in lacrime –Io e te, insieme per sempre.-
-Generale.- disse una voce alle sue spalle –Avete ordini per noi?-
Napoleone Bonaparte si voltò verso i suoi soldati, quegli uomini valorosi che avevano messo a repentaglio la loro vita seguendolo ciecamente in ogni battaglia.
-Sì.- rispose asciugandosi gli occhi arrossati col dorso della mano –Ammantiamo di nuova luce Parigi e la Francia.-
(Francesca A. Vanni)

4 commenti:

Patricia Moll ha detto...

Personalmente non ho mai amato Napoleone, tutt'altro ma qui me lo rendi quasi simpatico :)
Bel post Francesca!
Adesso pubblico il mio!
Ciaooo

Ofelia Deville ha detto...

Un bellissimo racconto... Parigi, la mia città del cuore.
Un abbraccio!

Francesca A. Vanni ha detto...

Anche io la adoro!
Un abbraccio, Franny

Francesca A. Vanni ha detto...

Sai, il problema di figure storiche come Napoleone è che a scuola non sanno spiegarle per bene e quindi sono presentate piene di stupidi stereotipi.
Grazie per il commento, vado a vedere cosa hai postato.
Un abbraccio, Franny