25/05/17

Insieme raccontiamo #21



All’inizio pensavo di saltare il consueto appuntamento all'iniziativa di Patricia Moll, Insieme raccontiamo #21 (le regole del gioco si trovano sul suo blog), poi per fortuna ce l’ho fatta.
Ecco qui il mio racconto, ora torno alla revisione del mio libro!

Stava affettando la cipolla per il ragù. La radio accesa a tenerle compagnia. Canticchiava sottovoce così come era capace, stonata e storpiando le parole inglesi.
Quasi a tradimento, dopo il mitico Elvis e il suo “In the ghetto”, nell’aria si diffuse la voce roca e potente, inconfondibile, di Louis Armstrong.
Le note e le parole di “What a wonderful world” entrarono nella cucina e dentro di lei.
Si fermò col coltello a mezz’aria come colpita da un pugno.
Come è bello il mondo… ma era bello davvero?
Poi l’immagine svanì.
Elsa Brown lasciò il posto ad un grande schermo olografico piatto che si librava nell’aria, generato da un campo biomagnetico facente parte di un sistema più grande atto a sostenere la Explorer per tutto l’arco di tempo necessario a condurre l’equipaggio da Marte a Nemis, il nuovo pianeta.
-Doc, tutto bene?-
Lo scienziato alzò lo sguardo verso il capitano, una bellissima nemesiana dalla pelle argentea e i lunghi capelli bianchi.
Sotto l’uniforme si intravedeva il ventre arrotondato dalla gravidanza.
Doc sorrise alla moglie.
-Era la mia bisnonna. Lei pensava che il mondo era meraviglioso.-
-E tu che pensi?-
L’uomo indicò la vastità dell’universo che si estendeva al di là della vetrata.
-Penso che aveva ragione.- disse –Tutto è meraviglioso, basta volerlo.-


16 commenti:

Patricia Moll ha detto...

Mi piace!!!
Una voce di dperanza per il domani. E fantascienza,
Grazie e bacio!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Molto bella ed originale l'idea, lieve il modo di scriverla.Brava

Francesca A. Vanni ha detto...

@Patricia Moll
Grazie bella, un grande abbraccio!

Francesca A. Vanni ha detto...

@Daniele Verzetti Rockpoeta
Felice che ti sia piaciuta la storia!
Un abbraccio

iacoponivincenzo ha detto...

Originalissima la trovata. Non è il mio campo, ma mi piace leggere racconti di fantascienza quando non siano ridondanti di mostri o fate o come si chiamano quei cosi. Questo mi garba. A me riescono i fritti misti: storie che abbiano una base di assoluta verità con integrazioni fantastiche. Ho scritto un romanzo, che non so per quale motivo non ho cercato di pubblicare: "Trovate Bormann vivo o morto", sugli ultimi giorni a Berlino nella seconda guerra mondiale. Un altro "La stanza sospesa" non mi riesce di finirlo, perché ho un sacco di dubbi: parte da un attentato terroristico. Quando l'ho iniziato ancora non si parlava dell'ISIS. Forse mi pare un'offesa per le centinaia di morti che sono arrivati e che ancora arriveranno.
Torna al tuo libro. Tu puoi scriverlo bene.

Ofelia Deville ha detto...

Un finale inaspettato, davvero particolare.
Speriamo un giorno, nonostante tutto ciò che potrà ancora accadere, di conservare sempre la speranza.
Un abbraccio!

Lucrezia Ruggeri ha detto...

Fanne un libro!!!!
Baci

Francesca A. Vanni ha detto...

@vincenzoiacoponi
Io invece lo finirei quel libro sul terrorismo, proprio per non dimenticare tutte le vittime che questi attentati causano.
Grazie per il commento e un abbraccio :-)

Francesca A. Vanni ha detto...

@Ofelia DeVille
Grazie bella!

Francesca A. Vanni ha detto...

@Lucrezia
E chissà...
Baci!

Sugar Free ha detto...

Io amo la fantascienza, quindi il tuo finale mi piace davvero tanto!
Baci!

Francesca A. Vanni ha detto...

@Sugar Free
Grazie bella!

Giuseppe Marino ha detto...

Racconto fantascientifico molto interessante e di grande speranza!
Complimenti!

Regina 'Irene Z.' ha detto...

Il fantascientifico non è il mio genere, ma questo mi piace: è sentimentale e ha quella lieve dolcezza che mi conquistano sempre. Bello!

Francesca A. Vanni ha detto...

@Giuseppe Marino e Regina Irene Z
Grazie mille per i vostri commenti!

Marina Zanotta ha detto...

Deve essere splendido stare lassù e vedere la terra da lontano. Immaginerei un sacco di meraviglie. Da vicino bisogna sforzarsi un po' e cercare 😉
Il racconto mi piace e ha una bella spinta positiva.
Marina Z.