11/01/18

Look down, che tristezza!

Li chiamano “look down generation” e sono i ragazzi di oggi, quelli nati dopo il 1990 benché poi la sindrome si sia paurosamente acuita con le nascite post 2000.
Sono figuri tristi, con un attacco di cervicale perenne giacché la testa è sempre china sullo smartphone o sul tablet, con il pollice sovrasviluppato a furia di toccare lo schermo touch, convinti che se una cosa la dice internet allora è vera e che i rapporti umani si consumano solo nello spazio virtuale.

Così mi sono venute in mente dieci cose che io ho fatto (io, nata anni 80, che di cose rispetto a chi è nato vent’anni prima di me ne ho fatte molte di meno!) e che questi pidocchi look down non fanno, si sono persi oppure pensano che non servano a niente.

1-imparare ad allacciarmi le scarpe: i look down non sono capaci, di norma usano i velcri.

2-fare una ricerca in biblioteca: e chi la fa più, adesso?

3-scrivere una lettera a mano: wow, altri tempi! E col fatto che le poste sono quelle che sono, attendere la risposta era sempre un’avventura.

4-attendere lo sviluppo del rullino fotografico, con le relative sorprese sulla riuscita delle foto (io ero una gran tagliatrice di teste).

5-imparare a leggere l’ora e possedere un orologio da polso: mi ricordo ancora la pubblicità dell’orologio Flick Flack! (Io son Flic, io son Flack... chi se la ricorda oltre a me?)

6-giocare al parco giochi: genitori che avete i figli obesi, portateli a sgambare come i cani!

7-utilizzare le schede telefoniche e collezionarle: celocelocelomancacelo...

8-leggere il quotidiano: ora con internet sono in pochissimi a farlo.

9-scoprire da soli il ritardo dei treni senza la app che comunque sbaglia lo stesso (lo so perché conosco gente che la usa e tanto non funziona).

10-pensare che il corpo umano fosse davvero come in “Siamo fatti così” senza angoscianti pagine fb che mostrano tutti gli accidenti possibili che ti capitano (anche questo mostrato da gente che conosco).

E voi? Che avete fatto di bello che questi look down si perdono?


28 commenti:

vanessa varini ha detto...

Ciao 👋 Francesca, io indosso sempre l'orologio da polso, non guardo l'orario sul telefonino e leggo ancora i quotidiani, amo l'odore della carta appena stampata e sfogliare il giornale.😊

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Ho anch'io l'orologio, amavo giocare all'aperto. Per il resto odiavo cercare cabine telefoniche funzionanti il cell è molto meglio. Fare ricerca in biblioteca è stato fatto ed è stimolante. Credo che oggi basterebbe implementare internet con la biblioteca e viceversa. Il ritardo dei treni lo leggo ancora dai display senza app inutili. Credo che il problema maggiore sia l'utilizzo eccessivo, unico ed estremo di cellulare e tablet, come sempre l'eccesso è qualcosa di negativo, sempre.

Un abbraccio.

MikiMoz ha detto...

Certo che ricordo quegli orologi XD
Beh, anche i moderni ragazzi fanno delle cose che le generazioni a loro future non faranno.
Le cose che elenchi le ho fatte tutte.
Ovvio, per alcune è chiaro che ci sono miglioramenti (schede telefoniche, rullini ecc).
I parchi giochi per fortuna sono sempre pieni di bambini/ragazzi, almeno dalle mie parti.

Però questa generazione non ha mai
-riavvolto una musicassetta con la biro
-smagnetizzato o squarciato il nastro di una vhs impigliandolo dentro il videoregistratore
-acquistato qualcosa pagandola in LIRE **
-piegato una scheda telefonica per fare il cicalino
-usare la stessa scheda inserendola nei raggi della bici per far casino

Però, di contro, ti dico che molte cose le vedo fare ancora: insomma, smartphone sì, ma non ci si vive sopra (almeno nelle realtà che frequento io!)

Moz-

Francesca A. Vanni ha detto...

@vanessa varini
Brava, sei una ragazza con lo sguardo bello dritto e la mente aperta :-)

Francesca A. Vanni ha detto...

@Miki Moz
Io ne vedo tanti di giovani che vivono di solo smartphone, che tristezza :-(
Oh vedo che non sono l'unica che ha ucciso i nastri del vhs (a volte era il videoregistratore a farlo!) :-)

Ah tu hai mai fatto il ganzo con le schede telefoniche spacciandole per carte di credito?
Una certa Francesca che conosco lo ha fatto... ma sono solo voci!

Ferruccio Gianola ha detto...

Sai che ho quasi scritto, nel passato, un post per ognuna delle dieci cose che elenchi?

Brava!

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Questa generazione non ha rapporti umani, troppi chiusi in un mondo virtuale, non sempre ben gestito.
Complimenti per il post!

SimonaEmme ha detto...

In verità noto che anche i trentenni, i quarantenni e i cinquantenni girano per strada con il cellulare e "mostrano" la loro vita sui social. Di intelligenti è pieno il mondo. Non ho mai portato l'orologio, pazienza.

Francesca A. Vanni ha detto...

@Daniele Verzetti
Perdonami, mea culpa che non avevo pubblicato subito il commento!
Grazie per l'avviso :-)

Francesca A. Vanni ha detto...

@Ferruccio Gianola
Ascolta, io e te siamo per caso legati da un karma speciale? :-)
Scherzi a parte, devo trovare quei tuoi post e leggerli!

Francesca A. Vanni ha detto...

@Cavaliere oscuro del web
Mi trovi perfettamente d'accordo.
Il mondo virtuale usato nel modo giusto è una gran cosa, ma così come ora fa solo danni.
Un abbraccio!

Francesca A. Vanni ha detto...

@SimonaEmme
La mamma degli stupidi aspetta sempre un figlio...
Un abbraccio.

Mirtillo14 ha detto...

Io sono nata "un pò prima " di te ma tante cose le ho fatte: le scarpe da allacciare, le lettere a mano ed era bellissimo quando una lettera arrivava, i rullini fotografici ma ora è molto più semplice, schede telefoniche e ne ho anche una piccola collezione di schede che ho usato all'estero, il ritardo dei treni era cronico. Un saluto

Danica Wish ha detto...

Il tuo post mi ha fatto pensare agli album delle figurine. Li conservo ancora anche se sono incompleti.
Ho pensato anche a quando l'estate scorsa ho ricevuto una cartolina. Da tempo non ne ricevevo una. Sono rimasta piacevolmente sorpresa. :-)

Mariella ha detto...


- Il fruscìo della puntina del giradischi sul vinile, che intanto gira e gira e la musica ti indossa.

Ne dico solo uno di ricordi che hai fatto scaturire con il tuo post, altrimenti si capisce quanti anni ho ahahahah!
Un suono che, da qualche anno, riascolto quasi ogni giorno con grande piacere.
Bacetto.

fulvio ha detto...

Ciao Francesca,non ricordo quel tipo di orologio,ma ho sempre amato gli orologi a carica manuale e con le lancette.accetto la tecnologia solo per il cardiofrequenzimetro da palestra,
per il resto ho fatto e mi sono goduto tutte la cose del tuo elenco,come scrivere letterine d'amore alla mie compagne di Liceo,ero e sono un inguaribile romanticone, e qualche cosa di più,considerando che sono nato nel lontanissimo 1946.
Ciao,fulvio

Francesca A. Vanni ha detto...

@Mirtillo14
Anche mia mamma dice che i treni sono sempre stati in ritardo!
Mi sa che è qualcosa di biblico allora :-)
Un abbraccio.

Francesca A. Vanni ha detto...

@Danica
Ciao bella, benvenuta sul mio blog!
Sì, anche io l'estate scorsa ho ricevuto una cartolina, che emozione!

Francesca A. Vanni ha detto...

@Mariella
Tu sarai bella anche quando avrai l'età del maestro Yoda ;-)
Detto questo, certe emozioni sono indelebili e peccato per chi oggi non le può provare.
Un abbraccio.

Francesca A. Vanni ha detto...

@fulvio
Oh allora sì che ne hai fatte di cose in più, che bello :-)
Un abbraccio!

Sugar Free ha detto...

Io rispetto a tanti miei amici sono fuori posto perché non ho fb sul cell, non posto su twitter, ho un blog e ci passo una o due volte la settimana e poi esco, vado per boschi, faccio sport e studio.
Mi sa che sono più normale io!
Un bacione :-)

Francesca A. Vanni ha detto...

@Sugar Free
Senza dubbio, piccolina!
Baci

Ofelia Deville ha detto...

Meglio avere la testai persa fra i lbiri, alzata verso il cielo o piena di sogni piuttosto che ammazzarsi di cellulari e social media.
Bellissimo post.

Francesca A. Vanni ha detto...

@Ofelia
Grazie e un abbraccio!

iacoponivincenzo ha detto...

Io sono della generazione della radio grande come un comodino piazzata sopra il mobile più alto perché non ci arrivassi io, che veniva usata solo per sentire i bollettini di guerra. Poi una mezzora alle otto di sera quando l'EIAR trasmetteva 30 minuti di cantoni patriottiche.
Molto più tardi dopo aver preso la patente -dopo il 1954- io che ho sempre avuto fin da piccolissimo la mania di parlare a voce alta con i miei alter ego, magari pure gesticolando al posto di guida, stavano tutti a guardare me ai semafori rossi, allungando il collo per vedere chi stava sdraiato/a magari nudo/a sui sedili posteriori, mentre oggi lo fanno tutti e nessuno ti si fila più.
Mi piaceva di più prima.

Francesca A. Vanni ha detto...

@iscoponivincenzo
Di sicuro i tuoi tempo erano migliori!
Mi piacerebbe vederti alla guida, lo ammetto :-)
Un abbraccio.

Riccardo Giannini ha detto...

1) Sai che ho fatto un po' fatica da bambino :D.
2) L'ho fatta solo per la tesi!
3) Sai che avevo una ragazza francese con cui avevo avviato una corrispondenza epistolare? Una cosa che iniziò in terza media proprio a scuola. L'insegnante ci assegno' un indirizzo e una persona a cui mandare una lettera. Da quel momento mi scambiai con Sophie molte lettere. Poi tutto naufraugò quando le mandai le mie foto ahahahah (non sto scherzando, storia vera. No però dai, penso sia un caso).
4) Mamma mia, le mie prime fotografie erano un disastro.
5) Fatto, naturalmente!
6) Parco giochi magari no, ma in giardino sempre. Bellissimi ricordi. E mio nipote adora giocare in giardino, spesso con gli stessi vecchi giochi (camion un po' più grandi, tipo quelli da spiaggia) con cui giocavo io.
7) Collezionate!
8) Tutte le mattine giretto a piedi con edicola, poi a casa un'oretta di lettura.
9) Incubo.
10) Siamo fatti così spesso mi faceva venire i sensi di colpa :D

Francesca A. Vanni ha detto...

@Riccardo Giannini
Favoloso il tuo elenco.
Commento i seguenti punti:
3-Sei un ragazzo carino e simpatico, se ti ha mollato per una foto ci ha perso solo lei!
6-Bravo tuo nipote :-)
9-Penso sia qualcosa di apocalittico, come la nuvola di Fantozzi.
10-Ma no, perché i sensi di colpa?

Un abbraccio!